Diritto all'Oblio
É un diritto di matrice europea, nasce nella giurisprudenza della CGUE nel 2014 e approda nella GDPR due anni dopo. Ma il diritto all'oblio cos'è di preciso? Si tratta di una cancellazione c.d. “rafforzata” dei dati, ossia la possibilità per l’Interessato di ottenere dal Titolare non solo la cancellazione del dato ma anche di qualsiasi collegamento del dato alla propria persona. . La sua rilevanza risulta evidente se si considerano i suoi benefici nell'era del digitale e dei motori di ricerca, dove i dati personali possono essere facilmente accessibili e distribuiti su scala globale. La ratio di questo diritto è proteggere gli individui da possibili danni derivanti dalla divulgazione o dall'uso improprio dei loro dati personali nel tempo, non dimenticando tuttavia che il diritto all'oblio non è assoluto e che deve essere bilanciato con diritti fondamentali quali la libertà di espressione e il diritto all'informazione. Nell’interesse di questo bilanciamento, la GDPR, dunque, individua circostanze specifiche in cui può essere esercitato. In questo articolo, esploreremo in dettaglio il diritto all'oblio, significato e condizioni per la sua applicazione, nonché le modalità per esercitarlo.
Punti Chiave:
- Il diritto all'oblio permette di richiedere la cancellazione dei dati personali.
- È rilevante nell'era digitale per il controllo sui dati personali.
- Protegge dagli abusi e dalla divulgazione dannosa dei dati.
- Deve essere bilanciato con altri diritti fondamentali.
- Applicabile in specifiche circostanze.
Definizione e significato
Il diritto all'oblio - sancito dall'Articolo 17 GDPR- riflette l'esigenza di proteggere la reputazione e la privacy degli individui offrendo ai soggetti interessati un meccanismo per “rimuovere” informazioni personali obsolete o non pertinenti dai database dei titolari del trattamento quando sussistono determinate condizioni. “Rimuovere” è un termine che potrebbe risultare fuorviante; vediamo perché. Come anticipato, il concetto di diritto all'oblio è emerso con forza con l'avvento di internet e dei motori di ricerca, che hanno reso possibile l'accesso perpetuo a informazioni che possono non essere più rilevanti o accurate.. In estrema sintesi i motori di ricerca effettuano le seguenti tre azioni principali: (i) crawling, ossia una sorta di scansione e copia temporanea delle pagine); (ii) indicizzazione delle pagine raccolte da cui attingono gli algoritmi; (iii) ricerca tramite query che utilizza algoritmi per individuare l’indice più rilevante. Coi motori di ricerca la “rimozione” del dato consiste in un'interruzione del collegamento tra il dato personale e l’indicizzazione della notizia legata allo stesso. Nell’ambito dei motori di ricerca, quindi, si tratta più di una deindicizzazione che di una rimozione. Il diritto all’oblio incontra il proprio limite nella libertà di espressione e nel diritto all'informazione. Ad esempio, non è possibile richiedere la cancellazione di dati quando questi sono necessari per l'esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione, per l'adempimento di un obbligo legale, o per l'esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse o nell'esercizio di pubblici poteri. Ricordiamoci, poi, che il diritto all’oblio è territoriale e che trova applicazione in UE, Islanda, Svizzera e Norvegia. Pertanto, riprendendo l’esempio del motore di ricerca, la deindicizzazione sarà efficace nei territori elencati ma il legame tra il dato personale e la notizia potrebbe sussistere ancora in paesi dove non è riconosciuto questo diritto. Il diritto all'oblio è quindi un diritto complesso che richiede un'attenta valutazione caso per caso per garantire un giusto equilibrio tra i diversi diritti e interessi in gioco.
Punti Chiave:
- Il diritto all'oblio è sancito dall'Articolo 17 della GDPR.
- Consente la rimozione/deindicizzazione dei dati personali in determinate condizioni.
- Protegge la reputazione e la privacy nell'era digitale.
- Deve essere bilanciato con la libertà di espressione e il diritto all'informazione.
- Non è applicabile in tutte le circostanze, richiede valutazioni caso per caso.
- É un diritto territoriale.
Condizioni per l'applicazione del diritto all'oblio
Il diritto all'oblio può essere esercitato solo in presenza di specifiche condizioni stabilite dalla GDPR: (i) inutilità del dato rispetto alla finalità per cui viene raccolto; (ii) revoca del consenso (i dati devono essere cancellati, a meno che non ci sia un'altra base giuridica per il trattamento); (iii) trattamento illecito, (i.e. in violazione delle disposizioni della GDPR); (iv) obbligo di legge; (v) l'Interessato si oppone al trattamento; e (vi) i dati personali sono stati raccolti relativamente all'offerta di servizi della società dell'informazione a minori. I dati personali, tuttavia, non possono essere cancellati se il trattamento è necessario per l'esercizio della libertà di espressione e di informazione, per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, per fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica, o a fini statistici, o per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.
Punti Chiave:
- Condizioni includono dati non più necessari, opposizione al trattamento o revoca del consenso.
- Si applica in caso di trattamento illecito dei dati.
- Richiesta di cancellazione possibile per obbligo legale o raccolta illegittima.
- Eccezioni includono libertà di espressione, interesse pubblico e ricerca scientifica.
- Richiede un'attenta valutazione delle circostanze specifiche.
Modalità di esercizio del diritto all'oblio
Al fine di esercitare il diritto all’oblio, l’Interessato deve presentare una richiesta formale al Titolare del trattamento. Questa richiesta deve essere chiara e specifica, indicando esattamente quali dati si desidera vengano cancellati e per quale motivo. Il Titolare del trattamento è obbligato a rispondere tempestivamente alla richiesta, solitamente entro un mese dalla ricezione della richiesta (con possibilità di estensione a tre mesi per casi complessi), informando l'Interessato delle azioni intraprese. Se il Titolare del trattamento decide di non soddisfare la richiesta di cancellazione, deve fornire all'Interessato una spiegazione dettagliata delle ragioni e informarlo del suo diritto di presentare un reclamo all'autorità di controllo competente e di ricorrere alle vie legali. Per una corretta e completa compliance alla richiesta di cancellazione il Titolare del trattamento deve adottare misure ragionevoli per informare eventuali Terzi (ai quali i dati siano stati in precedenza comunicati) della richiesta di cancellazione, affinché anche questi procedano alla rimozione dei dati. Tuttavia, come menzionato in precedenza, il diritto all'oblio non è assoluto e deve essere bilanciato con altri diritti e obblighi legali. Pertanto, è essenziale che le aziende sviluppino politiche e procedure chiare per gestire le richieste di cancellazione dei dati, garantendo che vengano rispettate tutte le normative applicabili e che i diritti degli Interessati siano adeguatamente tutelati.
Punti Chiave:
- Presentare una richiesta formale e specifica al Titolare del trattamento.
- Risposta obbligatoria entro un mese, estendibile a tre mesi.
- Informazioni su eventuali rifiuti e diritto di ricorso all'autorità di controllo.
- Misure per informare Terzi della richiesta di cancellazione.
- Misure per informare Terzi della richiesta di cancellazione.